Firenze: Hansel e Gretel e L’Italiana in Algeri in due allestimenti del tutto convincenti

 

In attesa del Maggio Musicale — un’edizione che si prospetta per la verità motto adotta all’osso —, l’Opera di Firenze ha concluso in bellezza la sua stagione lirica con due produzioni che hanno riscosso un buon successo di pubblico. Al Teatro Goldoni si è tenuta una versione italiana (rifacimento drammaturgico e versione ritmica di Lorenzo Arruga) dell’Hansel e Gretel di Engelbert Humperdinck, realizzata in collaborazione con l’Accademia del Maggio e il Conservatorio “Cherubini’. di Firenze, che ha mietuto dieci recite di fila con un’entusiasta risposta di pubblico, soprattutto di giovanissimi. Continua a leggere

VI RACCONTO UNA FAVOLA

Il lettore attento sa che non sono nuovo nell’accomunare due recensioni, specie se le recite si susseguono in meno di 24 ore come è appunto il caso.

La sera di venerdì 11 a Milano, nel per me nuovo spazio del Teatro “la barca” in zona Porta Genova, si è trattato di Bastien und Bastienne, il primo Singspiel composto a soli 12 anni da Mozart. La tradizione vuole che gli fosse commissionato nientemeno dal leggendario medico ed ipnotizzatore Franz Anton Mesmer, quello della “pietra mesmerica” usata da Despina in maschera di medico, per intenderci. Così fosse, la prima esecuzione assoluta avvenne nel giardino della sua villa viennese il 1° ottobre del 1768. Sabato 12 pomeriggio, invece, mi sono spinto alla volta di Firenze, fino al minuscolo e quasi nascosto Teatro Goldoni, per la nona di dieci recite di Hansel e Gretel. Operina – si fa per dire, perché qui se n’è offerta una versione assai accorciata con organico orchestrale ridotto, ma in realtà vi fa capolino il Parsifal alla cui stesura finale collaborò attivamente Humperdinck – concepita per allietare e tener buoni i nipotini in salotto, rivelatasi poi l’autentico capolavoro del fedelissimo wagneriano. Continua a leggere

HÄNSEL E GRETEL FORMATO TASCABILE

“Hänsel e Gretel” Teatro Goldoni, Firenze fino a oggi

Ridotti a formato tascabile, Hänsel e Gretel ci rimettono. Erano protagonisti di un’opera con i fiocchi, si ritrovano invece in un’operina. Ma lo impongono le circostanze: l’allestimento prodotto dal Maggio fiorentino è montato con un cast giovane al Goldoni, teatro piccino, e si rivolge alle scolaresche anche se metà delle recite stanno nel cartellone adulto. Perciò la partitura di Engelbert Humperdinck ha dovuto essere ridimensionata. Non apposta, dato che una versione adatta al bisogno già esiste. Preparata quasi vent’anni fa per il Regio di Parma. Anziché tedesco vi si parla italiano. La durata è d’una decina di minuti in meno. Continua a leggere

FIRENZE, TEATRO GOLDONI: “HÄNSEL E GRETEL”

Nell’aprile del 1890 Adelheid Wette, sorella di Humperdinck, chiese al fratello di mettere in musica quattro filastrocche tratte dalla fiaba Hänsel und Gretel dei fratelli Grimm per poterle far cantare ai propri figli; il progetto si espanse e Humperdinck, che da tempo cercava del materiale per un’opera dal soggetto comico, si lasciò persuadere a ricavarne un Singspiel di breve durata, che ben presto si trasformò nell’opera (o “Märchenspiel”, fiaba musicale, come la definì il compositore) in tre atti che venne eseguita in prima assoluta il 23 dicembre 1893 a Weimar sotto la direzione di Richard Strauss, la cui futura moglie, la “famigerata” Pauline de Ahna, doveva dar vita al ruolo di Hänsel se non che un’indisposizione la costrinse a cedere il posto a Ida Schubert originariamente prevista nei panni di Gretel.

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Firenze – Teatro Goldoni: Hänsel e Gretel

La prima e più celebre opera di Engelbert Humperdink è da noi una relativa rarità, a differenza dei paesi di lingua tedesca dove Hänsel e Gretel è stabilmente in repertorio e costituisce un abituale appuntamento, natalizio e non solo, per adulti ed infanti.

La felicità nell’ispirazione, tanto nella vena melodica quanto nella ricchezza di tinte orchestrali, fece sì che da un progetto pensato per allietare i bambini nascesse uno dei capolavori del teatro musicale di fine Ottocento. Come tale fu immediatamente riconosciuto anche da Richard Strauss, che ne diresse la prima il 23 dicembre 1893 a Weimar, dove il ruolo di Hänsel fu ricoperto da quella Pauline de Ahna che l’anno successivo divenne la Signora Strauss. Continua a leggere

Chris Merritt, la strega nell’armadio

Hänsel e Gretel

Dal 5 al 13 marzo 2016 al Teatro Goldoni

In collaborazione con l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino e il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze

Una casetta di marzapane in fondo a un bosco: questa l’ambientazione di Hänsel e Gretel, la fiaba dei fratelli Grimm trasformata in opera da Engelbert Humperdinck nel 1891. Continua a leggere

ELISIR D’AMORE Milano 26 Ottobre 2015

Ed eccoci di nuovo a parlare di VoceAllOpera. Di questo straordinario fenomeno nato quasi in sordina in un teatro parrochiale e periferico milanese ed assurto ormai definitivamente alla fama internazionale, al riconoscimento ufficiale d’istituzioni di primaria importanza quali il Festival della Valle d’Itria, il Teatro La Fenice e a momenti il Maggio Musicale Fiorentino. L’inarrestabile ascesa di Mister Aliverta, cameriere di una pizzeria sulle rive del lago Maggiore d’estate e produttore, regista d’opera in bassa stagione. Inventore dell’opera “low cost” che col suo entusiasmo, i suoi inarrestabili, ed irresponsabili, volontà e coraggio, vuole fare l’opera per i giovani, con i giovani a tutti i costi, ma con un budget dichiarato e pubblicato che non sfori la manciata di euro: duemila nel caso di questoElisir andato in scena per una sola recita pomeridiana al Teatro Nuovo, in piazza San Babila a Milano, in pieno centro ed in piena Expo, ma senza avvantaggiarsi di un solo euro di contributo pubblico. Con il solo sponsor della fata madrina: la Dottoressa Carla Morosini. Una “fata Smemorina“, di disneyana memoria, che di attenzioni per questi giovani rampolli della lirica ne ha tante, non solo in fatto di monetizzazione, bensì mettendo a disposizione casa e cascina, foraggiandoli e addirittura nutrendoli: prendessero esempio le tante damazze, non solo e lombarde e la “bella gente” che frequenta assiduamente la Scala e che d’estate si spinge a Salisburgo.

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Venezia, Zápisnik Zmizelého – La voix humaine, 10/10/2015

Le due facce di una storia

Affascinante elaborazione teatrale a cura dell’emergente Gianmaria Aliverta per un dittico Janáček-Poulenc fuso in un’unica narrazione sorprendentemente efficace. La qualità musicale è garantita, nella prima parte, dal piano forte di Claudio Marino Moretti, nella seconda dalla bacchetta di Francesco Lanzillotta, nonché dalle voci di Leonardo Cortellazzi e Angeles Blancas Gulin. Continua a leggere

La Voce umana e il Diario di uno scomparso dittico audace con ottime interpretazioni

 

VENEZIA – Nel bel volume-pro-gramma edito dalla Fenice viene ristampata una mia vecchia stroncatura della ‘Voce uma-na” di Poulenc. Era il 1970 e dominava il moralismo della neoavanguardia e l’influenza di Adorno. Ma oggi, in una prospettiva del Novecento aper-ta al molteplice, quest’opera risulta una delle più significati-ve riuscite teatrali del secolo scorso. Una donna parla al telefono della sua disperazione, rivolgendosi all’amante che l’ha abbandonata: idea drammatica di affascinante snobismo del dramma di Cocteau. Continua a leggere

L’OPERA IN GIALLO Diario di uno scomparso di Leos Janácek

A Venezia inedito dittico Janácek-Poulenc con la regia di Gianmaria Aliverta

Cos’hanno in comune il “Diario di uno scomparso” e “La voce umana”? Praticamente nulla. Eppure il Teatro La Fenice tenta l’azzardo proponendo nella scena minore del Malibran i due lavori nella stessa serata e addirittura presentandoli in una cornice drammaturgica unitaria e, pur con qualche limite, coerente. Il giovane regista Gianmaria Aliverta sceglie la chiave del giallo con tanto di colpo di scena finale, un pelo troppo efferato, che qui non si svelerà per non rovinare la sorpresa allo spettatore. La cornice rurale del contadino Jan sedotto dalla zingara Zefka viene del tutto omessa per fare del “Diario” di Janácek il racconto, a fatto compiuto, di una seduzione e conseguente abbandono del tetto coniugale. Continua a leggere