Mirandolina e Norma alla Fenice: la donna al centro della scena

Solo una città come Venezia – libera, aperta e senza padroni per quasi un millennio – poteva consentire, già nel Settecento, l’affermazione della donna nella vita sociale e teatrale. Lo vediamo chiaramente nelle commedie di Carlo Goldoni, dove, a partire dagli anni Cinquanta, la protagonista femminile assurge al ruolo di vero e proprio leader. È la cosiddetta “donna di spirito”, che sostituisce il provincialismo d’orizzonti di Pantalone, ormai incapace di imporre agli altri il proprio modello di comportamento borghese.

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Firenze: Hansel e Gretel e L’Italiana in Algeri in due allestimenti del tutto convincenti

 

In attesa del Maggio Musicale — un’edizione che si prospetta per la verità motto adotta all’osso —, l’Opera di Firenze ha concluso in bellezza la sua stagione lirica con due produzioni che hanno riscosso un buon successo di pubblico. Al Teatro Goldoni si è tenuta una versione italiana (rifacimento drammaturgico e versione ritmica di Lorenzo Arruga) dell’Hansel e Gretel di Engelbert Humperdinck, realizzata in collaborazione con l’Accademia del Maggio e il Conservatorio “Cherubini’. di Firenze, che ha mietuto dieci recite di fila con un’entusiasta risposta di pubblico, soprattutto di giovanissimi. Continua a leggere

Diario di uno scomparso e La voix humaine

 

Di fronte a uno spettacolo multiplo si ripropone puntualmente il gioco delle differenze e delle analogie. Che cosa accomuna due titoli come II diario dì uno scomparso di Leos Janacek e La voix humaine di Francis Poulenc allestiti dalla Fenice al Teatro Malibran? Praticamente niente, se non il fatto che si tratta, per così dire, di due anti-opere. Per la precisione, quello di Janacek, datato 1919, non è nemmeno un lavoro concepito per il teatro, ma un ciclo liederistico: 22 brani per pianoforte e voci (tenore, contralto e piccolo coro femminile) che si incentrano su un unico tema: l’amore di un giovane contadino per una bella zingara. Continua a leggere

Un Barbiere da tre soldi

La ricetta è semplice: dose che rasenta l’incoscienza d’entusiasmo, amore incondizionato per l’opera, studio indefesso pervicace… zero soldi! Per la seconda stagione al milanese Rosetum, centro culturale inaugurato nel 1957 da Maria Callas, si imbastisce una stagione d’opera che risponde pure alla richiesta giovanile. Uno spettacolo nello spettacolo vedere ragazzi che si apprestano per la prima volta, anche rumorosamente facendo commenti ed apprezzamenti a voce alta, all’ascolto di un’opera. Continua a leggere