Mirandolina a casa di Goldoni

Riuscitissima ripresa veneziana dell’opera di Bohuslav Martinu tratta da Goldoni. Per la partitura, gustasa e raffinata, il successo è garantito dalla concertazione di John Axelrod e dalla regia brillantissima di Gianmaria Aliverta, nonché da un cast – tutto italiano – assai ben assortito.

VENEZIA, 9 luglio 2016 – Molti erano i motivi di curiosità che spingevano ad assistere alla nuova produzione veneziana di Mirandolinadi Bohuslav Martinu. Il titolo è di rara esecuzione, pur essendo notevolissimo e dimostrando, alla prova dei fatti, il cospicuo talento teatrale e musicale del compositore ceco. C’è poi un legame forte con Venezia, perché il testo prende spunto dalla Locandiera del veneziano Goldoni e il musicista la scrisse per onorare una borsa di studio ricevuta dalla Fondazione Guggenheim. L’opera ebbe però la sua prima esecuzione a Praga nel 1959. Il teatro ha quindi voluto recuperarla, inserendola nella propria vocazione alla riscoperta di titoli desueti e farne levento di punta della rassegna Estate Fenice.

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Chris Merritt, la strega nell’armadio

Hänsel e Gretel

Dal 5 al 13 marzo 2016 al Teatro Goldoni

In collaborazione con l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino e il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze

Una casetta di marzapane in fondo a un bosco: questa l’ambientazione di Hänsel e Gretel, la fiaba dei fratelli Grimm trasformata in opera da Engelbert Humperdinck nel 1891. Continua a leggere

Venezia, Zápisnik Zmizelého – La voix humaine, 10/10/2015

Le due facce di una storia

Affascinante elaborazione teatrale a cura dell’emergente Gianmaria Aliverta per un dittico Janáček-Poulenc fuso in un’unica narrazione sorprendentemente efficace. La qualità musicale è garantita, nella prima parte, dal piano forte di Claudio Marino Moretti, nella seconda dalla bacchetta di Francesco Lanzillotta, nonché dalle voci di Leonardo Cortellazzi e Angeles Blancas Gulin. Continua a leggere

Martina Franca, L’incoronazione di Poppea, 29/07/2015: Poppea l’eretica

Al Festival della Valle d’Itria il regista Gianmaria Aliverta e il concertatore Antonio Greco firmano uno spettacolo di orizzonti disinvolti e non sempre condivisibili, ma preparano una compagnia di canto tra le più dotate e consce degli ultimi anni.

MARTINA FRANCA, 29 luglio 2015 – Quando tornò alle scene contemporanee, nei primi anni del Novecento, L’incoronazione di Poppea fu eseguita in una sfrontata revisione di Vincent d’Indy: tagli drastici, brani riassegnati, scene invertite, situazioni reinventate, musiche limitate a quelle che, in modo dichiarato e generico, il revisore aveva ritenuto le più belle e interessanti. Il nuovo allestimento del Festival della Valle d’Itria – tre recite a Martina Franca, nel chiostro di S. Domenico (16-29 luglio), più altre due nelle vicine Monopoli e Cisternino – riporta la mente a quegli albori non filologici. Anche qui il gioco può piacere o meno, ma si dichiara per ciò che è e afferma chiare le sue regole: se l’opera di Claudio Monteverdi (e collaboratori) è tramandata in due versioni e altrettanti manoscritti, la locandina itriana annuncia una «riduzione drammaturgica» preparata dal regista Gianmaria Aliverta stesso. Continua a leggere