Low cost e giovane, l’opera che piace

Diverte «Il barbiere di Siviglia» di Paisiello con pochi mezzi ma molte idee

Gianmaria Aliverta è l’antibamboccione dell’opera. La sua storia è nota ai lettori della «Stampa» perché l’abbiamo già raccontata. In sintesi: colpito dal bacillo del melodramma, portatore insano di passione operistica, il giovane Aliverta prima l’opera l’ha cantata come corista e poi ha deciso di metterla in scena come regista. Invece di stare lì a lamentarsi perché nessuno gliela faceva fare, ha semplicemente deciso di farla, usando per le sue produzioni super economiche, low cost al quadrato, anche i proventi del suo precedente mestiere di cameriere. È nata così «Voce AllOpera», l’associazione che vuole dimostrare che chi fa l’opera (e chi ci va) non deve necessariamente essere over 50, anzi, e che per farla (e anche per andarci) non servono dei capitali. Basta investire sull’unica materia prima gratis disponibile sul mercato: le idee.

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MILANO: IL BARBIERE DI SIVIGLIA – Giovanni Paisiello

Attivo dal 2011, quando era ancora uno sbarbatello tenore 25enne, Gianmaria Aliverta, ormai barbuto come un novello Socrate appena 32enne è giunto passin passetto alla quinta stagione di VoceAllOpera società “monoprofessionale”, si direbbe in termini ippocratici, ormai nota all’universo ed in altri siti (specie quelli web popolati da giovani rampanti ben più del calvinesco barone) per le produzioni Low Cost di titoli d’opera che lo hanno imposto all’attenzione dei media nazionali ed esteri, curiosi di seguire l’evoluzione di questa sfida fatta di pochi spiccioli ma tanto, tantissimo entusiasmo ed amore per la musica e l’opera. Continua a leggere

SPAZIO TEATRO 89: STAGIONE LIRICA AL VIA
 CON “IL BARBIERE DI SIVIGLIA” DI PAISIELLO MERCOLEDÌ 15 FEBBRAIO

MILANO – Dopo la classica, il blues, il folk, il rock, il jazz e la canzone d’autore, la musica è ancora protagonista allo Spazio Teatro 89 di Milano: mercoledì 15 febbraio scatta nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 la stagione lirica, a cura dell’associazione VoceAllOpera che porterà in scena “Il Barbiere di Siviglia” di Giovanni Paisiello (ore 20; ingresso 18-20 euro; replica giovedì 16 febbraio). Una scelta non casuale: nel 2016 si sono, infatti, celebrati i 200 anni dalla scomparsa del grande compositore tarantino, che nella seconda metà del Settecento conquistò Napoli, Parigi e San Pietroburgo e che fu apprezzato e temuto da Mozart e Rossini.

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MILANO – SPAZIO TEATRO 89: Apre la nuova stagione di VoceAllOpera con Il Barbiere di Siviglia di G. Paisiello

L’Associazione VoceAllOpera inaugura la Stagione lirica 2017 allo Spazio Teatro 89, portando in scena Il barbiere di Siviglia di G. Paisiello, nelle serate di mercoledì 15 e giovedì 16 febbraio 2017. Nell’anno appena conclusosi si sono celebrati i 200 anni dalla scomparsa di uno dei più influenti compositori lirici del classicismo italiano, apprezzato e temuto da Mozart e Rossini. Appuntamento passato quasi in sordina nella città di Milano, ma che VoceAllOpera vuole festeggiare con la messa in scena dell’opera che più di ogni altra è esemplificativa della parabola di Paisiello, oscurata negli anni successivi dalla più nota rappresentazione rossiniana. Ancor più di quella di Rossini, questo piccolo gioiello un po’ dimenticato segue fedelmente l’originale diBeaumarchais. L’allestimento verrà replicato nell’ambito del Giovanni Paisiello Festival di Taranto, terra natale del compositore, grazie alla sinergia che VoceAllOpera ha creato con il Festival stesso.

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Il Barbiere di Siviglia in scena – Associazione VoceAllOpera 2017

Finalmente, dopo circa un anno dalla messa in scena dell’Elisir d’Amore, torna in scena il regista Gianmaria Aliverta, allo Spazio Teatro 89 a Milano. Oltre a esserne regista, Aliverta cura le scene di quest’opera, dirigendo giovani artisti, che si cimentano, insieme all’orchestra composta da giovani ne Il Barbiere di Siviglia.

VoceAllOpera punta sempre al massimo, di seguito il comunicato stampa.

Il barbiere di Siviglia
di G. Paisiello
SPAZIO TEATRO 89  – Milano

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Mirandolina e Norma alla Fenice: la donna al centro della scena

Solo una città come Venezia – libera, aperta e senza padroni per quasi un millennio – poteva consentire, già nel Settecento, l’affermazione della donna nella vita sociale e teatrale. Lo vediamo chiaramente nelle commedie di Carlo Goldoni, dove, a partire dagli anni Cinquanta, la protagonista femminile assurge al ruolo di vero e proprio leader. È la cosiddetta “donna di spirito”, che sostituisce il provincialismo d’orizzonti di Pantalone, ormai incapace di imporre agli altri il proprio modello di comportamento borghese.

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MIRANDOLINA – regia Gianmaria Aliverta

Mirandolina si trasferisce in una SPA

Mirandolina è un’opera comica in tre atti scritta nel 1953 dal compositore e librettista di origini slave, naturalizzato americano, Bohuslav Martinu, tratta dalla commedia La Locandiera di Goldoni. L’illustre commediografo veneziano la scrisse nel 1753 e venne rappresentata per la prima volta a Venezia al Teatro Sant’Angelo.

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“Mirandolina” alla ceca: Teatro La Fenice, Venezia, in scena dal 1 al 14 luglio 2016

Non di rado compositori stranieri del Novecento hanno allungato la mano sul patrimonio letterario italiano per la loro produzione. A Bohuslav Martinů si deve Mirandolina, lavoro in bilico tra opéra-comique, Singspiel ed operetta desunto dalla Locandiera di Goldoni. Tale interesse contribuisce alla curiosa fortuna della commedia, oggetto di trasposizioni musicali e non dal XVIII al XX secolo tra cui vanno citate quelle di Salieri (1773) e di Giovanni Simone Mayr (1800). Creata a cavallo del 1953 e 1954, ma allestita postuma nel 1959 al Teatro Nazionale di Praga, Mirandolina soddisfa scarsamente l’ascoltatore più esigente. Seppur di base armonica tonale, la musica giunge all’orecchio senza spiccare il volo verso soluzioni degne d’attenzione, intrisa com’è di pulsazioni e nevrosi. Omaggio a Rossini, con lievi tinte pucciniane, se non accozzaglia di suggestioni settecentesche frammiste a jazz, vi rimane impressa la matrice ceca, non in una delle migliori declinazioni. Lapalissiani i limiti del testo che si perde tra inserzioni di parlato, sviste e ripetizioni superflue. Martinů stesso volle cimentarsi nella stesura del libretto, apportando tagli vistosi e aggiunte ex novo sull’originale, ma la scarsa dimestichezza con l’italiano gli impose l’aiuto di Antonio Aniante (alias Antonino Rapisarda) che non riuscì comunque a smussarne l’imbarazzante pochezza ontologica.

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Venezia, Teatro La Fenice – Mirandolina

Nella storia del teatro occidentale, le donne più libere e padrone di loro stesse sono forse quelle che popolano le commedie di Carlo Goldoni. Molto prima di Carmen, di Nora di Casa di bambola e dei monologhi femministi del Novecento, le donne goldoniane esprimono e realizzano il loro desiderio di emancipazione nei sentimenti, nel matrimonio, nella vita sociale. Non hanno bisogno di evadere, di sognare luoghi o situazioni eccezionali. Non ricorrono ai sotterfugi e alle astuzie delle protagoniste delle commedie e dei drammi giocosi ottocenteschi. Sono perfettamente inserite nel tempo quotidiano e nella realtà sociale. Se si concedono agli uomini è per libera scelta e per il proprio piacere.

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