Alessandro Cammarano su Operaclick

MIRANDOLINA | FIRENZE

Gianmaria Aliverta, che di produzione in produzione si va confermando come uno dei più interessanti tra i giovani talenti della regia, sposta l’azione ai giorni nostri, facendone una sorta di omaggio allaCommedia all’italiana un po’ greve dei film di Natale, quelli di Corbucci o dei fratelli Vanzina, per intenderci.”

Mario Messinis su Il Gazzettino

MIRANDOLINA | FIRENZE

“Si chiama Gianmnaria Aliverta, a mio parere tra i più dotati nuovi registi italiani. Lo spettacolo è attualizzato, con un orecchio sensibile alla musica. Non c’è la pungente asprezza di Goldoni, ma un racconto sorridente e ironico ben articolato nello sviluppo dell’azione.”

Alberto Mattioli su La Stampa

“Il colpevole è il giovin regista Gianmaria Aliverta che è pure recidivo, perché ogni volta che mette in scena una commedia fa puntualmente divertire tutti. Si tratta di quel matto di genio che faceva il cameriere per metà anno e nell’altra metà investiva stipendio e mance in gustose produzioni liriche fai-da-te, già allora irresistibili. Visto che perfino in Italia, ogni tanto, esiste la meritocrazia, adesso l’Aliverta è un regista in carriera. Ma non ha perso la capacità di montare spettacoli con niente, preziosa di questi tempi in cui i teatri non possono più spandere e nemmeno spendere.”

Giovanni Chiodi su apemusicale.it

MIRANDOLINA | FIRENZE

“L’operazione è riuscita perfettamente, grazie a una felice combinazione di scelte: una compagnia affiatata di voci tutte italiane, la concertazione di John Axelrod e la regia brillantissima di Gianmaria Aliverta, al quale si deve il merito di aver ideato uno spettacolo dal ritmo comico travolgente, che ha valorizzato un testo che, sulla carta, imita la leggerezza dell’archetipo goldoniano senza però averne l’inimitabile arguzia e profondità.”

Mirandolina e Norma alla Fenice: la donna al centro della scena

Solo una città come Venezia – libera, aperta e senza padroni per quasi un millennio – poteva consentire, già nel Settecento, l’affermazione della donna nella vita sociale e teatrale. Lo vediamo chiaramente nelle commedie di Carlo Goldoni, dove, a partire dagli anni Cinquanta, la protagonista femminile assurge al ruolo di vero e proprio leader. È la cosiddetta “donna di spirito”, che sostituisce il provincialismo d’orizzonti di Pantalone, ormai incapace di imporre agli altri il proprio modello di comportamento borghese.

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MIRANDOLINA – regia Gianmaria Aliverta

Mirandolina si trasferisce in una SPA

Mirandolina è un’opera comica in tre atti scritta nel 1953 dal compositore e librettista di origini slave, naturalizzato americano, Bohuslav Martinu, tratta dalla commedia La Locandiera di Goldoni. L’illustre commediografo veneziano la scrisse nel 1753 e venne rappresentata per la prima volta a Venezia al Teatro Sant’Angelo.

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“Mirandolina” alla ceca: Teatro La Fenice, Venezia, in scena dal 1 al 14 luglio 2016

Non di rado compositori stranieri del Novecento hanno allungato la mano sul patrimonio letterario italiano per la loro produzione. A Bohuslav Martinů si deve Mirandolina, lavoro in bilico tra opéra-comique, Singspiel ed operetta desunto dalla Locandiera di Goldoni. Tale interesse contribuisce alla curiosa fortuna della commedia, oggetto di trasposizioni musicali e non dal XVIII al XX secolo tra cui vanno citate quelle di Salieri (1773) e di Giovanni Simone Mayr (1800). Creata a cavallo del 1953 e 1954, ma allestita postuma nel 1959 al Teatro Nazionale di Praga, Mirandolina soddisfa scarsamente l’ascoltatore più esigente. Seppur di base armonica tonale, la musica giunge all’orecchio senza spiccare il volo verso soluzioni degne d’attenzione, intrisa com’è di pulsazioni e nevrosi. Omaggio a Rossini, con lievi tinte pucciniane, se non accozzaglia di suggestioni settecentesche frammiste a jazz, vi rimane impressa la matrice ceca, non in una delle migliori declinazioni. Lapalissiani i limiti del testo che si perde tra inserzioni di parlato, sviste e ripetizioni superflue. Martinů stesso volle cimentarsi nella stesura del libretto, apportando tagli vistosi e aggiunte ex novo sull’originale, ma la scarsa dimestichezza con l’italiano gli impose l’aiuto di Antonio Aniante (alias Antonino Rapisarda) che non riuscì comunque a smussarne l’imbarazzante pochezza ontologica.

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Venezia, Teatro La Fenice – Mirandolina

Nella storia del teatro occidentale, le donne più libere e padrone di loro stesse sono forse quelle che popolano le commedie di Carlo Goldoni. Molto prima di Carmen, di Nora di Casa di bambola e dei monologhi femministi del Novecento, le donne goldoniane esprimono e realizzano il loro desiderio di emancipazione nei sentimenti, nel matrimonio, nella vita sociale. Non hanno bisogno di evadere, di sognare luoghi o situazioni eccezionali. Non ricorrono ai sotterfugi e alle astuzie delle protagoniste delle commedie e dei drammi giocosi ottocenteschi. Sono perfettamente inserite nel tempo quotidiano e nella realtà sociale. Se si concedono agli uomini è per libera scelta e per il proprio piacere.

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Mirandolina a casa di Goldoni

Riuscitissima ripresa veneziana dell’opera di Bohuslav Martinu tratta da Goldoni. Per la partitura, gustasa e raffinata, il successo è garantito dalla concertazione di John Axelrod e dalla regia brillantissima di Gianmaria Aliverta, nonché da un cast – tutto italiano – assai ben assortito.

VENEZIA, 9 luglio 2016 – Molti erano i motivi di curiosità che spingevano ad assistere alla nuova produzione veneziana di Mirandolinadi Bohuslav Martinu. Il titolo è di rara esecuzione, pur essendo notevolissimo e dimostrando, alla prova dei fatti, il cospicuo talento teatrale e musicale del compositore ceco. C’è poi un legame forte con Venezia, perché il testo prende spunto dalla Locandiera del veneziano Goldoni e il musicista la scrisse per onorare una borsa di studio ricevuta dalla Fondazione Guggenheim. L’opera ebbe però la sua prima esecuzione a Praga nel 1959. Il teatro ha quindi voluto recuperarla, inserendola nella propria vocazione alla riscoperta di titoli desueti e farne levento di punta della rassegna Estate Fenice.

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Mirandolina pop e la Tosca di Vanzina. Così l’opera diventa un cinepanettone

Alla Fenice la commedia con la regia di Aliverta tra gag e scene da centro benessere

Il conte d’Albafiorita ricorda Verdone in versione gallo cedrone, il marchese di Forlimpopoli il «cumenda» di Guido Nicheli in vacanza a Cortina nei cinepanettoni più famigerati. Solo che siamo all’opera, sulle nobili ma non polverose scene della Fenice, dove si riesuma Mirandolina di Bohuslav Martinu («prima», postuma, nel 1959), su un libretto in italiano dello stesso Martunu che, tratto ovviamente dalla Locandiera di Goldoni, testimonia del suo amore per la nostra lingua, per la verità poco ricambiato. Però a Venezia Mirandolina diventa un irresistibile gioco di citazioni sulla commedia all’italiana più vanzinesca, dove gli under 50 (sembrerà incredibile, ma all’opera talvolta ci vanno pure loro) ritrovano gag e situazioni e personaggi della risata made in Italy, e nemmeno della più sofisticata.   Continua a leggere