Cameriere per sei mesi, regista e “impresario” d’opera gli altri sei. Così Gianmaria Aliverta porta in scene Barbieri, Elisir e Traviate (moderna o di tradizione, a scelta). Budget risicati, formato mignon ma molte idee. Che gli hanno procurato l’ingaggio alla Fenice
VoceAllOpera
Voglia di melodramma
Gli ingredienti per un discorso che qualcuno potrebbe definire populista ci sono tutti. Ci sono la periferia, la giovane età di quasi tutti i partecipanti al progetto, la scarsità di mezzi perfettamente bilanciati dall’entusiasmo e dalla voglia di vincere una sfida, di dimostrare, non al mondo ma a se stessi, che quando la voglia di fare prevale sulla voglia di piangersi addosso non ci sono limiti che non si possano superare. Come se tutto ciò non bastasse, c’è anche una mescolanza di etnie particolarmente stimolante (sia in scena che in platea).
Milano – Teatro Rosetum: Il Barbiere di Siviglia
Ieri sera si è inaugurata con Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini la nuova stagione operistica del Teatro Rosetum di Milano e dell’Associazione culturale VoceAllOpera.
Un’inaugurazione che aveva catalizzato da qualche settimana l’interesse di OperaClick, soprattutto in funzione dell’approccio produttivo particolarmente virtuoso di VoceAllOpera. Pensate che il budget complessivo per tutta la stagione (qui i titoli in programma) è di soli 10000€ e per rendere meglio l’idea, basti dire che per ogni titolo la disponibilità è di 500€ per i costumi e 500€ per le scene. Ma al di là delle esigue disponibilità economiche ci aveva fatto piacere apprendere che tutto sarebbe stato fatto da giovani preparati, ma soprattutto realmente appassionati d’opera; a iniziare da Gianmaria Aliverta, Presidente di VoceAllOpera e vulcanico organizzatore ma soprattutto regista di questi spettacoli, Claudia Brambilla scenografa con già alcune importanti esperienze lavorative in teatri prestigiosi (es. il Teatro Regio di Torino), nonché la costumista Alessandra Giordani. Infine ci è parsa molto bella, per i suoi importanti risvolti sociali, l’idea di commissionare la preparazione delle scenografie all’associazione Legnamèe del carcere di Monza. Continua a leggere
Tutti all’ Opera
LA GRANDE lirica in versione povera e low cost, ma con un taglio moderno. E in più con il coinvolgimento di giovani debuttanti (voci, direttori, scenografie, costumi) oltre agli attrezzi di scena costruiti dai detenuti del Carcere di Monza. Ha un coraggioso impianto a metà tra operazione sociale e ricerca di giovani talenti il nuovo cartellone operistico del Centro Culturale Rosetum, al via da oggi con il Barbiere di Siviglia di Rossini. Nel teatro di quartiere (inaugurato però nel ‘57 con la benedizione della leggendaria Maria Callas), dove si tennero i concorsi di Magda Olivero e i debutti di Tiziana Fabbricini e José Cura, sta lievitando un progetto nuovo, incastonato in una vivacissima attività di recite di teatro e pittura, corsi di clownerie e serate di cinema.
L’opera torna al Rosetum
Milano: l’8 febbraio debutta il Barbiere di Siviglia
Al via con Il barbiere di Siviglia, sabato 8 febbraio 2014 alle ore 20.00 (replica domenica 9, ore 16.00), la nuova stagione operistica dell’associazione VoceAllOpera, ospitata per il secondo anno consecutivo dal Teatro Rosetum di via Pisanello 1 a Milano. Continua a leggere
Il Barbiere di Siviglia In scena al teatro Rosetum – Centro culturale Rosetum – Milano
Fresca, divertente e, se volete, un po’ monella è la nuova lettura della vecchia e celeberrima opera che la compagnia VoceAllOpera, guidata dal giovane regista Gianmaria Aliverta, porta sul palco del Rosetum. Nessuna pretesa di una ricerca storica nell’allestimento, ma piuttosto la volontà di scovare quanto di moderno è presente nel libretto e nella musica, per richiamare l’attenzione anche dei più giovani. Il capolavoro di Rossini è affidato a voci già note della scena milanese come il tenore Filippo Pina Castiglioni e il baritono Allan Rizzetti, a cui si affiancano giovanissimi talenti selezionati nelle audizioni da una giuria di massimi esperti, tra tutti il maestro Lo Forese, Bruna Baglioni e Francesco Ellero D’Artegna.
Olga Kohr su Teatro.it
Abbado, che a 35 anni fece rinascere la Scala
Claudio Abbado, uno tra i più grandi direttori d’orchestra del mondo, se n’è andato.
Milanese di nascita e formazione, classe 1933, Abbado fu nominato direttore musicale di uno dei più importanti teatro lirico del mondo, il teatro Alla Scala di Milano, a 35 anni.
Gianmaria Aliverta: preferisco la musica senza microfoni e riverberi
Gianmaria Aliverta, classe ’84. Dopo gli studi di canto e di arte scenica a Milano, poi al conservatorio di Trapani e a quello di Bergamo, nel 2011 crea a Nebbiuno – un piccolo paese sulla sponda piemontese del lago Maggiore – VoceAllOpera, l’associazione per la promozione della musica lirica, con la quale inizia la sua carriera di regista e impresario operistico. Nel 2012 il teatro milanese Rosetum – storicamente legato ai nomi di Maria Callas e di Magda Olivero – gli affida la direzione della stagione lirica che si chiude il 26 maggio con “Il Trovatore”.
Con molta probabilità, al momento, è il più giovane regista d’opera in Italia.
Non è un segreto che in Italia, soprattutto tra i giovani, l’opera è catastroficamente impopolare.
«Uno dei motivi di questa triste situazione è sicuramente la quasi totale scomparsa dalle città di provincia dei teatri lirici minori. I cittadini hanno perso la loro abitudine di andare all’opera, mentre i giovani cantanti non hanno più un posto per debuttare. Certo, esistono dei circuiti che, almeno sulla carta, garantiscono loro la possibilità di esibirsi. Tuttavia, spesso si tratta di concorsi internazionali, difficili da vincere, con il repertorio non sempre adatto a tutte le tipologie di voce».
Per superare il problema tu ti sei mosso in autonomia, creando un’associazione e allestendo le opere tra i castelli e le chiese dell’Alto Vergante…
«Abbiamo creato VoceAllOpera, da un lato, per rendere l’opera più comprensibile a tutti e quindi più amata e, dall’altro, proprio per aiutare le nuove leve a farsi conoscere. Non solo i cantanti, ma anche giovani registi, musicisti, scenografi e tutto il personale che viene impegnato nella creazione di questo genere di spettacoli. Per farlo abbiamo deciso di non aspettare che il pubblico venga da noi, ma di portare le rappresentazioni in mezzo alla gente, creando allestimenti itineranti tra dimore storiche, palazzi e castelli. Rispetto al teatro tradizionale questo tipo di ambientazione sicuramente permette allo spettatore di sentirsi più partecipe verso gli avvenimenti sul palco, di viverli di più e, di conseguenza, di essere forse un po’ meno esigente nei confronti dei cantanti, soprattutto quelli giovani, che noi vogliamo aiutare».
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