L’ardito Aliverta conquista il Malibran

Accolta dagli applausi l’attesa prima del dittico Poulenc-Janácek allestita dalla Fenice in versione “low cost”

VENEZIA. Chissà se al Teatro Malibran, martedì sera, c’era qualcuno che aveva visto nel 1970 la storica produzione della Fenice di “La voix humaine” di Poulenc. Chissà se c’era qualcuno che aveva conosciuto le edizioni con la Zeani, la Scotto, la Norman, l’Antonacci, o magari i film in cui la Magnani e la Bergman recitano il testo di Cocteau che fa da libretto. Se qualcuno c’era, sarà rimasto molto sorpreso del nuovo allestimento della Fenice: nella regia del 31enne Gianmaria Aliverta – sempre attento ad allestimenti “low cost” che nulla tolgono all’intensità dello spettacolo – “La Voix humaine” ha trovato un antefatto in “Il diario di uno scomparso” di Janácek. Il regista ha considerato che l’elemento che poteva unificare i due titoli, proposti nella stessa serata, fosse l’amore (elemento che per altro potrebbe collegare fra loro pressoché tutte le opere liriche). Così si è tentato lo spericolato gioco di unire la favola morale di Janácek, il suo universo contadino fatto di zingare, buoi e allodole, con il dandismo intellettuale di Cocteau, il modernismo del suo testo concepito come una conversazione dimidiata, priva com’è delle interlocuzioni maschili che solo si immaginano come risposte al telefono. Ma questa volta finalmente sappiamo chi c’era all’altro capo del filo, durante l’angosciante chiamata della donna: un contadino che l’ha tradita con la zingara Zefka. Alla fine scopriremo che lei l’ha ucciso (lo si intravvede cadavere in obitorio) e la vedremo suicidarsi dopo aver strappato la pistola al poliziotto venuto ad arrestarla. Espediente che consente tutto questo è l’intervento di un mimo che impersona il contadino, mentre al tenore è affidata la parte del poliziotto che inizia le indagini partendo dalla scoperta del diario dello scomparso.

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L’Incoronazione di Poppea a Martina Franca: largo ai Giovani

Grande successo ha avuto durante la XLI edizione del festival della valle d’Itria la messa in scena deL’Incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi realizzata con gli allievi dell’Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti.

Il chiostro di San Domenico, sede dell’accademia del Belcanto Rodolfo Celletti, ha fatto da splendida cornice a questa bella messa in scena del capolavoro di Claudio Monteverdi dove il direttore d’orchestra e maestro al cembalo Antonio Greco ha dato una prestazione eccellente nel dirigere l’ensemble strumentale “Cremona Antiqua”, per la prima volta presente a Martina Franca, riuscendo a ricreare le atmosfere del periodo del compositore, quando queste opere venivano rappresentate non nei teatri ma nelle corti dei palazzi signorili.

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