L’ultima replica de L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi oggetto del workshop 2015 dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”di Martina Franca, una delle operazioni più interessanti dell’attuale gestione, ha fatto registrare non solo il “tutto esaurito” ma ha evidenziato un gradimento da parte del pubblico veramente gratificante premiando così l’impegno di quanti hanno contributo alla realizzazione del capolavoro monteverdiano. Un’opera che aveva avuto nella storia del festival un precedete storico nel 1988 e per molti, riproporlo, ha voluto significare abbattere un taboo, però Alberto Triola, direttore artistico del Valle d’Itria, ha dimostrato sin dalla passata edizione con una nuova riscrittura dell’Orfeo ed Euridice di Gluck che è possibile accostarsi ai grandi capolavori della storia del melodramma attraverso una riscrittura drammaturgica proponendoli in forma semiscenica sfruttando spazi alternativi all’Atrio del Palazzo Ducale, come nel caso del restaurato Chiostro di San Domenico, affidandoli all’estro inventivo di giovani registi in grado di “rileggere” senza snaturare l’originale.

E’ il caso di Gianmaria Aliverta, regista emergente, la cui riduzione drammaturgica partiva dall’esigenza di creare uno spazio scenico, diverso da quello al quale siamo abituati, ove i personaggi potessero muoversi tra il pubblico con naturalezza e recitar-cantando le proprie emozioni. Un lettura mai banale, curatissima, sulla linea di una perfetta musicalità in uno spazio dove congiure e affetti si nutrono di una forte carica erotica. Gradevoli le scene ideate dallo stesso Aliverta e realizzate da Raffaele Montesanosapientemente valorizzate dalle luci e dagli estrosi costumi di Alessio Rosati.

Dopo anni di fecondo lavoro sul repertorio belcantistico e relativo approfondimento stilistico e tecnico nel campo del cosiddetto “barocco”, i giovani cantanti del dipartimento barocco dell’Accademia “Celletti” hanno avuto l’opportunità di cimentarsi in una delle opere più straordinarie del repertorio seicentesco. Bravi tutti con particolare meritoQuiteria Muñoz Inglada (Poppea fascinosamente seducente sia vocalmente che scenicamente),Shaked Bar (Nerone di bella vocalità, dizione ineccepibile e autorevolezza interpretativa), Anna Bessi (Ottavia dal colore brunito della voce e intensamente espressiva), Graziana Palazzo, Daniela Milanese, Tal Ganor, Francesca Sartorato, Nicolò Donini, Giampiero Cicino, Margherita Rotondi, Vlad, Alexandru Robu, Vittorio Dante Ceragioli, Kristian Lindroos.

Antonio Greco li ha guidati, con precisione, dal cembalo di un piccolo ensemble di strumenti originali in formazione rigorosamente filologica, Cremona Antiqua, per la prima volta al Festival.

Dino Foresio su Operaclick

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